Aprile 2026

DIABETE DI TIPO 2

Parallelamente, importanti novità dal mondo della ricerca hanno investito il diabete mellito di tipo 2, a cominciare dai farmaci diretti contro le incretine, cioè gli ormoni- di cui fanno parte GLP1 e GIP – che stimolano il pancreas a produrre insulina, contribuendo così al controllo della glicemia. Semaglutide, liraglutide e tirzepatide sono stati approvati in Italia per la gestione del diabete di tipo 2 ma sono noti al grande pubblico anche per l’impiego nella lotta all’obesità e al sovrappeso.

Accanto ad essi, l’introduzione sul mercato dell’insulina settimanale (Icodec) ha permesso di raggiungere un miglioramento del controllo glicemico, abbassando i valori di glicemia negli adulti affetti da diabete di tipo 2 per cui già assumono farmaci orali a cui viene aggiunta la dose di insulina basale.

La ricerca nel campo delle terapie insuliniche settimanali e dei nuovi farmaci mira a offrire una qualità di vita migliore anche a questa categoria di persone, riducendo il carico dei trattamenti e supportandole nella gestione dei sintomi della malattia.

Ciononostante, l’obiettivo più difficile da raggiungere è di sviluppare una “cura” che svincoli i malati (specie quelli con diabete di tipo 1) dai trattamenti e permetta alle cellule del loro corpo di produrre di nuovo l’insulina. Un obiettivo su cui vale la pena investire perché, come disse Frederick Banting “l’insulina non è una cura, è un trattamento”. 

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