E’ appena terminato il 31° Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia. Tre giorni di comunicazioni, dibattiti e scambi tra pressoché tutti i membri della Comunità dei Diabetologi Italiani. Si è parlato molto di diabete di tipo 2 e obesità, due patologie croniche distinte (e così anche riconosciute dalla Legge italiana) ma di fatto molto spesso associate, come dimostra il neologismo “Diabesità” conferito per indicare la loro co-presenza in molti pazienti. In effetti,sono in fase finale di approvazione, da parte di AIFA e EMA (le Agenzie Italiana ed Europea del Farmaco) ed usciranno in commercio nei primi mesi del prossimo anno, numerosi nuovi farmaci che agiscono, con meccanismi molecolari mirati, sulle origini patogenetiche del diabete di tipo 2 e dell’obesità, molto spesso, come sopra menzionato, associate. Molto si è dibattuto inoltre sul diabete di tipo 1, sia in termini di origini della malattia (ad oggi peraltro ancora non ben chiarite) che sulle terapie classiche con insulina, di cui esiste un’ampia varietà di scelta, in attesa delle “insuline intelligenti” che saranno in grado di agire dai loro depositi sottocutanei, ogni qualvolta la glicemia sale e deve essere controllata.
Molto è stato detto anche sulle tecnologie applicate al diabete (microinfusori ecc.) e su quelle che saranno le possibili quanto auspicabili terapiedel futuro, ovvero la terapia cellulare e molecolare del diabete di tipo 1. Questa resta, allo stato, l’unico approccio che, se coronato da successo, potrà portare alla guarigione della malattia diabetica di tipo 1.
Particolare enfasi è stata in questo contesto data ai trapianti di isole pancreatiche, cellule staminali ricondizionate a produrre insulina, e isole pancreatiche rese invisibili al sistema immunitario dell’ospite, con tecnologie di ingegneria immuno-molecolare, e quindi trapiantabili senza la necessità di dover sottoporre i pazienti a terapia immunosoppressiva farmacologica.
Infine non è stato trascurato l’aspetto umano della malattia diabetica, con una intervista in presenza di giovani ragazzi con diabete di tipo 1, che si sono inseriti in importanti contesti sportivi anche competitivi. E’ stato sollevato in particolare il caso di giovani che, in forza di una legge promulgata nel lontano 1932, e mai abrogata da nessuno dei governi che si sono succeduti in tutti questi decenni, vieta l’arruolamento dei pazienti con diabete di tipo 1 nelle forze armate (passaggio importante per poi accedere all’inquadramento ufficiale nello sport).
La presidente uscente della SID Prof.ssa Raffaella Buzzetti si è fatta promotrice assieme ad altri Diabetologi di una mozione al Senato per depennare una legge obsoleta e penalizzante. Paradossalmente, i soggetti paralimpici, ma non i diabetici di tipo 1, possono accedere alle forze armate. In sintesi, questo 31° Congresso della SID è stato un forum molto ben organizzato, che ha toccato i molteplici aspetti, tra problemi risolti, non risolti o in via di risoluzione della vita di relazione, oltre che diagnostico-terapeutica, dei nostri pazienti che convivono con la malattia diabetica.
